Note al Programma Agonistico dell’Attività Federale 2018

Il Programma dell’Attività Agonistica Federale (PAAF) 2018 pubblicato il 22 dicembre 2017 introduce alcune novità che determinano domande e criticità che di seguito riporto affinché vengano analizzate.

 

  1. ORARI DI PESO (Art.1, 8) – La decisione andata a regime dopo la fase sperimentale allinea il judo italiano a quello internazionale. Questo può creare delle difformità tra atleti: quelli che si pesano alla sera sono certamente favoriti rispetto a quelli che si pesano al mattino. Però per essere la sera in sede di gara bisogna perdere scuola o lavoro, soprattutto quando le sedi di gara non sono centrali o la propria abitazione è molto periferica. Un esordiente tra gare e finale può perdere fino a 12 giorni di scuola che possono non essere un problema, ma possono anche esserlo. Credo nel complesso la norma, pur logica, presenta forti controindicazioni riguardo all’equilibrio dei valori in gara.
  2. CAMPIONATI REGIONALI (Art. 3, 3 – 4) – Credo che la norma come è stata scritta non rispecchi il pensiero di chi l’ha proposta. Infatti si vengono a creare due tipi di situazioni non giustificabili:

a) togliere ai migliori la possibilità di diventare campioni regionali in alcune regioni e in alcune situazioni può non essere un problema, in altre invece è un problema molto serio; inoltre atleti di livello medio possono trovare nel titolo regionale un giusto riconoscimento che così viene concesso solo ad atleti di livello basso;

b) la nuova Ranking List vieterebbe ad atleti forti di accedere al punteggio tramite Campionato regionale, cosa concessa atleti loro inferiori e quindi fortemente iniqua:

PER ESEMPIO – Un atleta qualificato di diritto partecipa agli assoluti e non vince nessun incontro prendendo zero punti; quello che ha vinto il campionato regionale (magari perché era da solo) e perde allo stesso modo però prende 150 punti

ALTRO ESEMPIO – Chi arriva 7° a un Campionato regionale prende più punti da chi è qualificato di diritto a una finale nazionale e non vince nessun incontro: ma chi si è qualificato di diritto lo ha fatto per merito e il suo merito lo ha tolto dal Campionato Regionale.

Davvero si voleva mortificare il merito e punire i qualificati tramite Ranking List (non dimentichiamo che in una finale con 60 partecipanti sono quasi trenta quelli che non vincono nemmeno un incontro)?

Credo che il Campionato Regionale debba essere aperto a tutti i tesserati e debba essere slegato dalla qualificazione.

  1. NUOVA RANKING LIST (Art. 5) – La nuova Ranking List presenta alcune criticità e apre ad alcune domande. Elenco di seguito domande e criticità:

DOMANDA 1 – Perché due Ranking List? Visto che è chiaro a cosa serve la prima Ranking List io credo debba essere precisato anche a cosa serve la seconda (eliminare le qualificazioni, qualificare alle finali meno atleti, altro che non so?). La mancata spiegazione del perché serve una seconda ranking List non mette le società nella condizione di comprendere come è meglio progettare la propria attività.

ESEMPIO – Se vengono eliminate le fasi regionali e alle finali accedono 60 atleti per categoria possono bastare un paio di risultati positivi, se invece accedono 16 atleti allora bisogna raggiungere risultati significativi plurimi. Non sono scelte innocue visti i costi che vi sono sottesi.

DOMANDA 2 – Perché non trasformare la prima Ranking List in modo da mantenere quanto un atleta ha accumulato senza prospettargli una stagione con due diverse modalità di punteggio da acquisire, una per l’oggi l’altra per il 2019? Non è più logico garantire ciò che si mantiene ed aggiungere qualcos’altro, piuttosto che fargli acquisire punteggi che poi immediatamente perde?

CRITICITA’ 1 – 24 mesi per perdere i punti e metodo di perdita di punti sono retaggio dell’IJF che si rivolge a federazioni e non a club. Non credo si possa dimenticare che i punteggi sono stati acquisiti a spese dei club e delle famiglie e che il meccanismo della perdita ogni anno di metà punteggio o di 3/4 del punteggio in caso di passaggio di classe garantisce un investimento familiare e sociale di vasto raggio. I 24 mesi sono pochi è il metodo della perdita di punti non tiene conto dei problemi del calendario nazionale.

CRITICITA’ 2 – Il punteggio dato ai Campionati Regionali altera la Ranking List non solo per quanto sopra esposto (elimina atleti meritevoli dai punteggi), ma anche perché è sbilanciato. I Campionati Regionali non sarebbero tutti di uguale valore e dare molti punti sia ad atleti che vincono un paio di incontri (o nessuno) sia ad atleti che vincono 5 o 6 incontri mi pare vada contro la logica della Ranking List. Inoltre assegnare 150 a un titolo regionale e lo stesso punteggio ad un 2° posto in un’Europa Cup mi pare alterare la struttura stessa dei punteggi. La Nuova Ranking List non si sa chi qualifica, ma introduce punteggi che la sbilanciano favorendo gli atleti di piccole regioni non ammessi di diritto alle finali (credo che la lettera non renda l’idea di partenza). Inoltre sfavorisce i qualificati di diritto.

CRITICITA’ 3 Alle Finali nazionali va assegnato punteggio anche in assenza di vittoria perché alle Finali nazionali ci si qualifica, mentre ai Tornei di Gran Prix ci si iscrive. E’ una differenza che va rimarcata: comunque un finalista è un finalista. Non dare punti ai finalisti che non vincono almeno un incontro significa considerare il percorso fino alla finale come nullo e favorire a dismisura i partecipanti ai Campionati Regionali, aperti a quelli che non si sono qualificati di diritto.

CRITICITA’ 4 – Assegnando punteggi anche all’attività internazionale ci saranno atleti che otterranno punteggi per la Ranking List nazionale completamente spesati dalla Federazione e atleti che dovranno pagarsi tutto da soli. Non è una situazione equa e crea in partenza disparità decise dalla Federazione (che fa le convocazioni).

CRITICITA’ 5 – Sarebbe sufficiente mettere fuori Ranking List (e quindi Teste di serie n° 1 e seguenti in caso di partecipazione ad una gara) tutti gli atleti del Club Olimpico e quelli medagliati in Europei e Mondiali: questo permetterebbe di tutelare gli atleti di vertice senza creare un’alterazione nel sistema dell’assegnazione dei punteggi.

CRITICITA’ 6 – Se le Europa Cup danno punteggi per la Ranking List nazionale verranno frequentate sia dagli atleti interessati all’attività internazionale sia quelli interessati all’attività nazionale. Questo rischia di trasformare le due Europa Cup italiane in gare con troppi partecipanti e un numero di atleti italiani che partecipano solo per fare punti e non in prospettiva internazionale.

CRITICITA’ 7 – Per gli atleti che si pagano l’attività internazionale esiste una “questione geografica”: ci sono Regioni a pochi chilometri dalle sedi di Europa Cup e Regioni per cui le stesse Europa Cup sono a oltre mille chilometri. Non credo sia una condizione naturale attraverso cui definire una graduatoria “italiana”.

 

  1. CAMPIONATI A SQUADRE (Art. 21) – Il ritorno alla formula della A1 e della A 2 divisa toglie a tutte le squadre la possibilità di vittoria finale ed è una scelta naturale se la formula usata negli ultimi quattro anni non è parsa soddisfacente. Vi sono però delle domande e delle criticità che segnalo:

DOMANDA 1 – In caso di forfait di una squadra di A 1 quella che deve salire dalla A2 può rifiutarsi di farlo?

DOMANDA 2 – Poiché soprattutto nei cadetti le possibilità di fare la squadra cambiano di anno in anno, in caso di molti forfait come si ripescano le squadre “a pari merito”? O sono ripescate tutte quelle che sono nella stessa posizione?

CRITICITA’ 1 – Attualmente in campo maschile il titolo di A 2 parte dalla posizione n° 9 della Ranking List maschile e n° 5 della Ranking List femminile. Con la nuova formula invece queste possibilità partono dal 17° posto in campo maschile e dall’11° posto in campo femminile. Partecipare alla A 1 per molte squadre non è molto conveniente: almeno 9 squadre maschili e 6 femminili perdono la possibilità di fare una medaglia e partecipando rischiano di restare in A 1 anche l’anno dopo, mentre chi è “molto” dietro può puntare comunque ad un titolo nazionale. Anche in questo caso la meritocrazia è un po’ troppo ribaltata.

 

 

Stefano Stefanel

Udine, 30 dicembre 2017

– Al Presidente Fijlkam

– Al Segretario Generale Fijlkam

– Al Consiglio di Settore – Judo

– Alla Segreteria gare

 

2018-01-22T14:31:36+01:00

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