Nella giornata di sabato 11 aprile, sul palco del palazzetto del Bella Italia EFA Village di Lignano Sabbiadoro, il Presidente del Judo Kuroki Giuliano Casco è stato insignito del 6°dan durante la Cerimonia di apertura del 43° Trofeo Tarcento.

Giuliano, prima di tutto: come ti senti?

Graditissima sorpresa questa cintura bianca e rossa. Sono rimasto, come dire… di sale, una volta salito sul palco. Speravo di ottenerla ma ero disposto a fare l’esame per meritarla, non me la sarei aspettata come premio alla carriera.

Sei eccessivamente modesto o lo pensi davvero?

Dico davvero! Ad eccezione del 1° dan, che ho ottenuto in gara, tutti gli altri passaggi di dan li ho fatti con lo studio e il conseguimento degli esami – buona pratica che, fra l’altro, mi permetto di consigliare a tutti, per ampliare a 360° le proprie conoscenze sul judo. Questo è il primo dan che mi viene conferito ad honorem: non so chi ringraziare per questo, è stato davvero inaspettato… perché ridi?

Rido perché al Kuroki lo sapevamo tutti, già da un po’! I passaggi di dan vengono stabiliti a inizio anno e dunque, finora, abbiamo collaborato affinché fosse un momento speciale per te. E quale occasione migliore del Trofeo Tarcento?

Durante il Trofeo Tarcento e soprattutto durante questa edizione: c’è un’altissima affluenza, il livello judoistico è ottimo e la gara sta andando bene. Tutto fa pensare che questa sarà un’edizione da ricordare.

E questo è anche merito tuo, dopotutto sei il Presidente.

La gara non si fa da soli, senza questo tipo di supporto da parte di tutti non sarebbe possibile raggiungere questo risultato. In particolare il gruppo di genitori degli atleti è davvero fuori scala in termini di partecipazione, disponibilità e coesione. Quindi ringrazio tutti i volontari e la grande famiglia che siamo.

Siamo noi a ringraziare te, sei un esempio per tutti. Prima di salutarci ti chiedo un commento sul tuo percorso da judoka.

Io ho iniziato a fare judo nel 1981, anno in cui Stefano Stefanel, mio maestro, ha aperto il Judo Kuroki. Allora teneva un corso di judo per i bambini nella palestra della scuola elementare che frequentavo: finivo la giornata di scuola e correvo subito in palestra. Con gli altri bambini aiutavo Stefano a posare i tatami per l’allenamento, ogni volta, ed era una scocciatura. Un commento che lascerei in primis al me stesso bambino è «Sposta i tatami che un giorno sarai 6° dan!».