di Gino Gianmarco Stefanel

Il nostro Maestro, e fondatore, Stefano Stefanel è diventato ottavo dan. Il prestigioso riconoscimento gli è stato conferito dal Presidente della FIJLKAM Giovanni Morsiani e dal Presidente del settore judo Giuseppe Matera lo scorso sabato 13 dicembre, al Centro Federale di Ostia al termine di una sessione di esami della Scuola Nazionale, di cui dallo scorso marzo Stefano è Presidente del Comitato di Gestione. Si tratta del grado più alto raggiunto da un tesserato del Judo Kuroki, nonché il più alto attualmente presente in regione, eguagliando i dan di Laura di Toma, kurokiana nei primi anni dopo la nascita della società e attualmente residente in Emilia-Romagna, ed è il coronamento di una vita indissolubilmente legata al judo.

Stefano è stato iscritto a judo dai suoi genitori Angelo e Mariolina all’età di 10 anni, nel 1966. Il suo primo maestro è stato Paolo Canellotto, allora cintura marrone, e la sua prima società lo Yama Arashi di Udine. Nel 1969 è arrivato terzo alla sua prima finale nazionale, svoltasi al Palasport dell’Eur a Roma. Nel 1969 da Torino è arrivato a Udine Minoru Kuroki, il primo di una serie di maestri giapponesi con cui Stefano ha avuto a che fare, ma quello che più lo ha segnato, tanto da dedicargli il nome della società che anni dopo ha fondato. Con Kuroki nel 1970 è passato al Tenri Udine, a cui è rimasto legato fino al 1975. In quegli anni il Tenri è stato sotto la guida del maestro Katsuyoshi Takata, figura che diventerà di fama internazionale, assistito per periodi da Takearo Tsuchiyama, Shozo Oyama e Kiyomi Nagamoto. Nel 1976 e 1977 è stato tesserato per la Società Ginnastica Triestina e dal 1978 per il Judokai Università di Tenri di Codroipo del maestro Piero Comino. Ha conseguito il primo dan nel 1980 e l’anno seguente ha fondato il Judo Kuroki, di cui è stato anche presidente dal 1984 al 1992. Dallo stesso anno, fino al 2016, è stato per sette mandati Consigliere Federale della federazione nazionale. Molti sono stati i ruoli ricoperti per la FIJLKAM (o le sue precedenti denominazioni), di cui citiamo solo i principali: responsabile unico dei kata (portando la nazionale ad essere per anni la prima dopo il Giappone) e master, presidente della commissione giovanile e della commissione attività promozionale, docente di didattica dell’attività giovanile per la Scuola nazionale. Ha ricoperto anche diverse cariche regionali ed è Stella di bronzo del Coni e Stella al Merito FIJLKAM.

Da atleta ha combattuto in circa 400 gare, anche se agli inizi non ce n’erano più di tre o quattro all’anno, continuando a competere, quando possibile, fino a età avanzata, dando comunque priorità ai ruoli di tecnico e dirigente. Oltre ad aver avuto maestri giapponesi, è anche stato in Giappone e su di lui hanno avuto molto influsso le figure di Toyokazu Nomura e Hiroshi Minatoya.

Come tecnico ha portato il Judo Kuroki, con sede a Tarcento, un piccolo comune di meno di 10 mila abitanti, ad essere una delle prime società d’Italia, l’unica ad aver preso parte a tutti i campionati italiani a squadre maschili, con atleti che nel corso di più di quarant’anni di storia hanno conquistato titoli italiani, medaglie europee e mondiali. Ma, al dì là dei risultati, con il Kuroki è riuscito a costruire una comunità che fa sentire le persone parte di una famiglia, come è stato evidenziato anche dal delegato EJU che in occasione dell’ultimo Trofeo Tarcento – European Cup di Lignano Sabbiadoro si è complimentato per lo spirito di tutti i volontari. Altra intuizione di Stefano è stata quella di investire molto nell’organizzazione di gare e manifestazioni e di costruire un team con competenze in tal senso sempre più sviluppate.

Fuori dall’ambito judoistico è stato professore delle scuole medie, sindaco di Pasian di Prato, dirigente scolastico e ora, che sarebbe in pensione è, tra le altre cose, membro del Consiglio di amministrazione dell’Università di Udine e nonno.

Un riconoscimento meritato per una persona ecclettica che al judo ha dato e continua a dare moltissimo.