di Stefano Stefanel

Il judo triestino è sempre stato una grande fucina di sport ed ha visto come protagonisti grandi figure tecniche e umane. A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro ci hanno lasciati il Maestro Pietro Ragno da sempre nella Polizia di Stato e grande animatore del judo triestino e l’ingegner Norbert Ackermann, un judoka raffinato e tenace, schivo ma sul tatami sempre protagonista.

Quando ho iniziato a fare judo a Udine (nel 1966) loro già c’erano. Norbert veniva spesso in via Marangoni soprattutto quando sono arrivati i giapponesi Minoru Kuroki, Katsuyoshi Takata, Shozo Oyama. Era silenzioso e attento, sempre pronto a fare randori, sempre elegante nei suoi Uchi-Mata e Tai-Otoshi. Un judo pulito, ma molto fisico. Era dura per noi ragazzini fare randori con Norbert. Se poi andavamo alla Ginnastica Triestina lui agli allenamenti c’era sempre con la sua ironia e la sua voglia di collaborare.

Pietro invece l’ho incontrato soprattutto da tecnico, quando focosamente entrambi seguivamo i nostri allievi. Nativo di Enna e poliziotto a Trieste, Pietro ha incarnato quell’idea di Maestro di judo capace di dirigere e ascoltare, sempre schierato dalla parte dei suoi allievi, sempre attento, sempre deciso, sempre gentile e disponibile. Tante gare ci hanno visti vicini, sempre amici, sempre avversari, mai nemici. Con lui solo bei ricordi sport.

Se ne vanno figure importanti della mia vita sportiva, persone che ho frequentato nelle palestre per anni. Persone il cui ricordo per me ci sarà sempre. Ciao Pietro. Ciao Norbert.